LA STORIA
Le
origini di Fiumara risalgono allepoca delle imprese
piratesche, quando le popolazioni delle marine, soggette ai
continui attacchi dei pirati furono costrette a rifugiarsi in
luoghi montani, ove organizzare una vita piu sicura e
tranquilla. Fiumara fù fondata dai Cenesi, che abbandonata la
loro città CENE, posta sul Capo Cenide (oggi Punta Pezzo), si
allontanarono dal mare quel tanto che consentisse loro di potervi
scendere giornalmente, per esercitare la pesca e i piccoli
commerci lungo le coste.
Il luogo
scelto dei Cenesi per il nuovo insediamento fu il nostro monte,
alto, isolato e circondato da profondi burroni.
Sulla
sommità di questo monte fu costruito il CASTELLO,
che ebbe lunga vita e gloriosa, e che fu poi
distrutto nel terremoto del 1783.
Il primo
nome di Fiumara fu Cenisia, città dei Cenesi.
Ciò è
comprovato dal fatto che fino a pochi decenni fa', nella Litania
Mariana era cantato: Sancta Maria, advocata populi
caenensis, ora pro nobis. MOTTA DEI MORI - Questo è il
nome nei documenti ufficiali comparso nellanno 1302.
Nei
documenti ecclesiastici custoditi nellArchivio parrocchiale
è chiaramente scritto
Motta
Morum.
Infine,
in un editto del XIII secolo di Carlo dAngio, compare
per la prima volta il nome di Fiumara di Muro.
Con questeditto
il Re nominava il figlio di Fulcone Ruffo, Enrico, Conte di
Fiumara, per merce di servizi a lui fatti.
Gli
storici non sono daccordo sullultimo nome Fiumara
di Muro.
Qualcuno
penso che potesse provenire dalla MURA della città, altri
dai muri costruiti per arginare il fiume. Altri, ancora dai
frutti (mori) dei gelsi piantati lungo il fiume, che servivano
allindustria del baco da seta. Qualche storico, infine fece
risalire il nome dai MORI, i corsari dalla pelle scura.
LA NUOVA
CITTÀ
La pianta
della nuova città con il castello turrito si puo vedere in
un quadro conservato nel convento dei Cappuccini, che rappresenta
la Madonna degli Angeli che protegge lantica cittadella.
Nel
castello sorgeva la Matrice (chiesa principale), che ando
completamente distrutta nel terremoto dellanno 1783.
In quella
chiesa i Fiumaresi seppellivano i loro morti, come era usanza,
quando non esistevano i cimiteri.
E dopo la
distruzione del castello e della Matrice continuarono a portarli
lassu, dando vita ad un piccolo camposanto, che
ancora oggi è sinonimo di castello.
I SIGNORI
DI FIUMARA
Fiumara
compare nella storia per la prima volta, alla fine del XIII
secolo, quando Carlo DAngio nomino Conte di
Fiumara un figlio di Fulcone Ruffo, di nome Enrico, e ciò come
dice lo storico Fiore, Per merce di servizi a lui
fatti.
Ad Enrico
successe nellanno 1330 il figlio Guglielmo, che era anche
conte di Sinopoli.
I Ruffo
tennero Fiumara fino al 1411, fino a quando Ladislao dAngio,
vincitore di Luca Durazzo dAngio, tolse la nostra
Motta ai Ruffo che avevano patteggiato per i Durazzo, e la
cedette alla famiglia dei Sanseverino.
Nel 1422
figura Signore di Fiumara un Conte di Terranova.
Nel 1474
ne era padrone il Principe Bertodo Carafa.
Nellanno
1582 Donna Diana dei Principi Carafa vendette per 100.000 ducati,
il feudo di Fiumara al Principe di Scilla, D.Vincenzo Ruffo.
I Ruffo,
così tornarono a Fiumara, e vi mantennero il loro dominio per
due secoli, fino a quando con la rivoluzione francese non furono
aboliti i diritti dei feudatari.
ANGIOINI
E ARAGONESI
Per due secoli,
nel trecento e nel quattrocento, continuarono a contendersi la
Sicilia e la Calabria, e i nostri padri, come dice lo storico
Spano Bolani, erano costretti a subire il dominio ora degli
uni, ora degli altri, dalIAngioino allArgonese o da
questo a quello senza mai trovare pace.
Da un decreto
della Regina di Napoli Giovanna I dAngio, dellanno
1372, risulta che la nostra Motta dipendeva dal Capitano di
Reggio, che aveva la giurisdizione dal Capo Bruzzano a Bagnara.
Ma i Fiumaresi si
erano resi indipendenti, e tali rimasero fino allarrivo di
Re Ladislao vincitore di Federico dAngio Durazzo.
Quando Ladislao
Re di Napoli confisco i beni dei Ruffo che avevano seguito
in Provenza il suo rivale, e li diede ai Sansevenno, i tempi
erano assai tristi, particolarmente per Reggio, ridotta, a causa
delle continue guerre tra angioini e aragonesi,a una piccola e
povera citta.
Le molte migliaia
di fuochi si erano ridotti nellanno 1421 al numero di 1300,
e dopo soli cinque anni la popolazione non raggiungeva le
duecento famiglie.
La nostra Motta,
invece, per la sua favorevole posizione tra i monti, non soffri
molto per il passaggio dalluno allaltro contendente,
e continuo a prosperare per lintraprendenza dei sui
abitanti e per il valore dei suoi uomini .
Fu questo il
periodo in cui nacque il genio del piu illustre cittadino
di Fiumara, Nicola Melissari.
IL
CAPITANO NICOLA MELISSARI
Nellanno
1443 Alfonso dAragona si fece proclamare Re di qua e
di la del Faro, come dire, della Sicilia e della
Calabria.
Reggio perse la
sua autonomia e fu data al Conte Cartona, mentre Fiumara rimase
indipendente, e fu in quel periodo che maggiormente fiori,
per lintelligenza e la forza dei suoi figli.
Il piu
illustre uomo di Fiumara ha nome Nicola Melissari, figura
leggendaria, che per conto del suo protettore Alfonso dAragona,
compi imprese memorabili.
Nel 1443, alla
testa di 400 fiumaresi, conquisto la citta di Bagnara.
Si diresse poi a Scilla, e con gli uomini aumentati a 700, la
occupo in tre giorni dassedio.
Per la sua
resistenza Scilla dovette pagare 3000 reali. (Il reale, detto
anche augustale o carolenze doro, allepoca in cui
scrisse il libro gia citato, valeva 16 lire).
Da Scilla passo
a Reggio, accolto trionfalmente. Qui raccolse altri 2500 armati,
e piombo su Matta S.Giovanni, che occupo senza
resistenza, e sottoponendola a una contribuzione di 400 reali.
Si rivolse poi a
Pentidattilo, che cerco di resistere. Ma la lunga
resistenza costò cara agli abitanti, che sì videro confiscati i
beni e privati del bestiame.
Conquisto
inoltre, S.Lorenzo, che dovette pagare 3000 reali di taglia.
Si rivolse infine
a Bova, che fu risparmiata dalla distruzione per lintercessione
del suo vescovo, ma dovette pagare una taglia di ben 5000 scudi.
Il Re Alfonso,
per gratitudine stabili un Feudo, che chiamo De
proditoribus, dei beni cioe, confiscati, e le dono
al Capitano Melissari.
IL PRINCIPE BERTOLDO CARAFA
Morto Re Alfonso
nellanno 1458, gli successe il figlio Ferdinando, che mado
il figlio Alfonso a risiedere a Reggio.
Era signore di
Fiumara allora, il principe Bernardo Carafa, il quale si era
impossessato di alcuni beni dei reggini e di quelle delle monache
dei SS.Quaranta.
I reggini si
rivolsero al figlio del Re, perche ordinasse ai Carafa di
restituire loro i beni.
Bernardo Carafa
dovette restituirli, ma appena il Principe Alfonso parti,
se ne impossesso nuovamente, facendosi beffa dei reggini.
I
TURCHI IN CALABRIA
Allerta,
allerta: la campana sona
li turchi
soarrivati alla marina
chi nha
le scarpe rotte se le sola
cusì nun
ha paura di pigliare spine.
Questo era il
grido che si sentiva lungo le spiagge calabresi, quando
erano devastate dalle navi dei turchi.
La prima comparsa
dei Turchi in Calabria avvenne il 28 agosto 1511.
Sbarcarono a
Calamizzi nei pressi di Reggio, indisturbati,con unarmata
di 60 legni.
Rimasti padroni
della citta per tre giorni, depredarono ogni cosa: le case,
le chiese, e frugarono perfino nei cimiteri, alla ricerca di
oggetti preziosi...
Dopo otto anni ritornarono, e fecero peggio.
Nellagosto
del 1532 tentarono una nuova avventura, che gli ando male,
per il valore di un abile capitano di Fiumara, il Conte Paolo
Ruffo.
Era comandante dei Turchi Airadena
Barbarossa, che con laiuto del rinnegato napoletano Teofilo
Pignatelli, si presento davanti a Catona con unarmata
di 80 navi.
Il Conte Ruffo,
raccolti tutti i suoi dipendenti del Cenideo, li armo e li
condusse a Catona, ove ingaggio una furiosa lotta con i
Turchi che erano sbarcati.
I Turchi battutti
dal valore dei fiumaresi, cercarono scampo nella fuga,
In premio per la
grande vittoria, Paolo Ruffo ottenne che anche i foresi fossero
ammessi allufficio di mastroginati (assessori), mentre
prima avevano diritto solo i capi darte.
Il grande
imperatore Carlo V,venuto a conoscenza dellimportante fatto
darme di Catona,volle conoscere il Capitano Paolo Ruffo. e
visitare Fiumara in attestato di riconoscenza per il valore dei
suoi abitanti.
Proveniente su
due galee da Tunisi e diretto a Napoli, sbarco a Catona.
Qui il Sindaco di Reggio, che appena appreso del desiderio dellimperatore
di salire a Fiumara, lo prego di recarsi in visita prima a
Reggio.
Carlo V
accondiscese, ma subito dopo sali a Fiumara con una
splendida cavalcata, e rinnovo le sue lodi alla popolazione.
Poi parti
per Napoli, ove lo attendevano grandi feste.
IL
BARBAROSSA
Barbarossa fu il
vero flagello dei nostri litorali. Le sue scorrerie sui nostri
mari non si contano.
In una di queste
catturo la figlia del comandante del castello di Reggio,
che poi sposo.
Fu in quella
occasione che fece prigioniero Girolamo Melissari, che con tutta
la famiglia si era- rifugiato nel castello di Reggio.
Dopo otto anni di
schiavitu tutta la famiglia,(Girolamo, la moglie Atonia Campolo
e i cinque figli: Bartuccio, Fabio, Francesco, Lucrezia e Diano),
fu liberata per intercessione della bella Flavia, moglie di
Barbarossa, e per la generosita di Girolamo Melissari, che
sborso 4000 ducati.
LA
FEROCE VENDETTA DI BARBAROSSA
Il Barbarossa non
aveva dimenticato lumiliazione subita anni prima ad opera
del Capitano Ruffo, e non vedeva lora di vendicarsi.
Nel 1543 sbarco a
Tropea,, dove il povero Gaetano ando a vedere la figlia che
il Barbarossa portava sempre con se.
Poi sbarco
a Catona, e piombo subito su Fiumara impreparata e indifesa.
La vendetta fu
tremenda, furono incendiate case, trucidati molti cittadini, e
altri in gran numero, fatti prigionieri.
Narrano le storie che i prigionieri erano talmente stipati nelle barche, che molte morirono per asfissia, e altri, ancora semivivi furono buttati a mare per ordine del Barbarossa.
Le Cesarse-
Case Arse, un gruppo di abitazioni dirimpetto nella valle
opposta ricordano ancora oggi il grande incendio appiccato dai
Turchi nel lontanissimo anno 1543.
FIUMARA
FONDA NUOVE COLONIE
La prosperita di Fiumara nel medioevo fu dovuta allo sviluppo delle colture della canna da zucchero e di quella dei gelsi che serviva per lindustria del baco da seta.
Fu quella leta
delloro della Motta di Fiumara, ma specialmente per Catona,
il cui primo nucleo fu fondata dai Fiumaresi nel luogo che
assunse la denominazione di Cannameli, perche fu qui che si
sviluppo la coltivazione della canna da zucchero.
I Fiumaresi
scendevano ogni giorno, lungo lunica strada allora
disponibile, il greto del torrente, per i loro commerci e per la
pesca,per poi a sera tornare alle loro case.
Altri Fiumaresi
si sparsero per il Cenideo, fondando San Roberto, Rosali,
Salice, Campo, Cannitello, Pezzo, Fossa e Acciarello.
LE
PARROCCHIE
San Roberto, il
piu antico paese fondato dai Fiumaresi, fu elevato a
Parrocchia nellanno 1635, quantunque gli abitanti ne
avessero fatta richiesta fin dal 1605. Rosali fu elevata a
Parrocchia nel 1621, Catona nel 1701.
Nel 1701 fu
creata la Parrocchia di Campo, é da essa dipendevano le contrade
di Cannitello, Piale, Pezzo, Fossa e Acciarello.
La Parrocchia di
Cannitello venne creata neI 1760, da essa dipendevano Pezzo e
Piale, mentre Fossa e Acciarello continuavano a dipendere da
quella di Campo.
LARCIPRETURA
DI FIUMARA
LArcipretura
di Fiumara, chiamata anche Comunia, che presiedeva a
tutte le Parrocchie sopra citate, fu elevata nellanno 1751,
con Bolla pontificia del Papa Benedetto XIV,a INSIGNE
COLLEGIATA". Dalla Bolla si rileva che nella Collegiata
vi erano quattro Dignita lArcidiacono (Arciprete)-
il Decano, il Cantore e il Tesoriere.
Fiurnara oltre ad essere un centro
politico e militare di grande rilievo, fu anche sede di
importanti istituti religiosi.
Come e
noto, nel passato i conventi non erano solo luoghi di
raccoglimento e di pieta, ma assolvevano anche al compito
di conservare e tramandare la cultura oltre che quella religiosa,
anche quella filosofica e umanistica
Fiumara ha il
vanto di avere avuto contemporaneamente due conventi:
il convento dei
Domenicani e quello dei Frati Minori Cappuccini.
Quello dei Padri
Domenicani fu distrutto dal terremoto del 1783, e non venne piu
ricostruito.(Oggi nei pressi sorge la chiesa di Croce)
Vita piu
lunga e gloriosa ebbe invece il convento dei Frati cappuccini.
Fu fondato da
Padre Ludovico da Reggio, a spese della Nobil donna Elenora
Furnari e di Cesare Suppa.
Lepigrafe
ancora visibile nel convento dice:
LOCUS
ISTE
In
coenobium 1553 -in Tyrocinium 1600
1739-
Dilatatio Thori et Ecclesiae 1751
Translatio
ianuae maioris 1752.
Il convento ebbe
un lanificio per la tessitura della lana, che serviva per i Frati
dei ventidue conventi delle provincie monastiche di Reggio e
Catanzaro.
Possedeva una
farmacia che somministrava gratuitamente le medicine ai poveri
dei dintorni.
I buoni Frati
avevano installato un doppia mensa, una per i poveri, e laltra
per i viandanti e per i vergognosi!
Il nostro
convento fu distrutto dai terremoti due volte, nel 1783 e nel
1908. Ma ambedue le volte venne ricostruito
IL
COLLEGIO
Fu aperto nel
1911, e aveva lo scopo di avviare i ragazzi alla vita religiosa
francescana. Ebbe in principio un discreto successo, e molte
famiglie della provincia vi mandarono i loro figlioli, anche per
il fatto che le scuole pubbliche erano in quellepoca assi
scarse.
Ma gli studi, se
erano abbastanza buoni quelli umanistici, erano incompleti quelli
scientifici, e non davano sufficiente garanzia ai giovani che
avrebbero voluto proseguire gli studi nelle scuole dello Stato.
Per questo motivo i ragazzi tornarono quasi tutti
ai loro paesi.
LA GRADE
CARESTIA
Nel 1763 vi fu in
Sicilia e in Calabria una grande carestia.
Dicono gli
storici che a Fossa furono visti preti aggirarsi per le campagne,
alla ricerca di erbe mangerecce con cui cibarsi.
A Fiumara non
stavano meglio, le provviste erano esaurite.
Un giorno, i
Fiumaresi affamati partirono in gran numero alla volta di
Cannitello, allo scopo di catturare qualche veliero che
trasportasse grano,
si imbarcarono
sulle barche dei pescatori e attesero il passaggio del primo
veliero. Ne spunto, infatti, uno carico di grano diretto a
Napoli.
Affamati
ne chiesero almeno una parte. Ma il comandante si rifiuto
asserendo che il grano era diretto a Napoli dove vi era pure una
grande carestia, e per impedire che i fiumaresi lo prendessero
con la forza fece sparare col cannoncino di bordo un colpo a
salve.
Gli affamati
spaventati dal gran fragore del colpo scesero a terra, ed entrati
nella vicina chiesa presero la statua della Madonna e si misero
in processione, seguendo la rotta della nave che si allontanava,
e cantando le Litanie.
Il comandante si
impietosi, e sceso a terra cedette una buona porzione di
grano agli affamati.
La storia dice
che si videro anche cittadini nobili di Fiumara portarsi alla
bocca pugni di grano.
IL
TERREMOTO DEL 1783
Lo storico Carlo Botta cosi descrive
la violenza del terremoto dellanno 1783:
I
tremuoti distruttori di tanti paesi, furono allora tre, quello
del 5 febbraio ne comincio il guasto, quello del 7 continuo
e finalmente quello del 28 marzo die lultimo crollo.
Non vi fu chiesa, non vi fu casa, non edificio pubblico o privato
che non sia stato in frantumi o reso inabitabile.
Le vittime non
furono molte, perche fortunatamente la scossa piu
forte avvenne di giorno. Fiumara ebbe 22 morti, Cannitello 19,
Campo 4, Catona 15, e la piccola Fossa, assieme a Pezzo e
Acciarello ebbe solo due morti. -
Col terremoto del
1783 ha inizio il declino di Fiumara, perche gran parte
della sua popolaziome preferi ricostruire le case sul
litorale ove sorgevano i piccoli borghi di Fossa, Pezzo,
Cannitello e Acciarello.
NASCE
VILLA SAN GIOVANNI
FOSSA allepoca
del terremoto del 1783 era un piccolo borgo compreso tra i
torrenti
Ma il teremoto
cambio ben presto la fisionomia della zona, e cio a
causa della massiccia migrazione di fiumaresi, che scendevano
dalla vecchia Fiumara semidistrutta per ricostruire le loro case
sulla marina.
In quel periodo
alla Fossa non esisteva la parrocchia, e gli abitanti per
ascoltare la Messa dovevano recarsi a Campo o a Cannitello. Vi
era solo una chiesetta di proprieta della famiglia
Barletta, distrutta dal terremoto del 1783.
LA
FAMIGLIA CARACCIOLO
Una illustre famiglia - i Caracciolo -
proveniente da Scilla, aveva una sua chiesetta a Ferrito,
dedicata a San. Giovanni Battista.
Poiche a
Villa non vi era neppure una cappella, i Caracciolo daccordo
con gli abitanti della Fossa ne costruirono una in un terreno di
loro proprietà e la dedicarono a S.Giovanni Battista, come
quella di Ferrito.
Da allora Fossa
comincio a chiamarsi FOSSA SAN GIOVANNI.
Ma unaltra
illustre e potente famiglia proveniente da Fiumara, si oppose a
questa nuova denominazione, e fece tanto che il nuovo nome fosse
VILLA FOSSA, e cosi figurasse nei documenti ufficiali.
Altra vivace
lotta vi fu tra le due potenti famiglie sulla scelta del Santo
Titolare della parrocchia fondata dalla Curia di Reggio nellanno
1789.
I Greco
sostenevano che poiche la titolare della prima cappella
esistente a Villa della Fossa, quella della famiglia Barletta,
era la Madonna Immacolata, la Titolare della parrocchia dovesse
essere la stessa Madonna Immacolata.
I Caracciolo
volevano che il titolare fosse il loro patrono, S.Giovanni
Battista.
I Greco ebbero
partita vinta, e unaltra importante vittoria lebbero
quando si tratto di eleggere il primo sindaco, che fu D.Giuseppe
Greco.
Ma i Caracciolo
la spuntarono sui Greco quando ottennnero un decreto dal Re
Ferdinando IV in data 6 novembre 17891, col quale veniva ordinato
che i nomi di FOSSA, FOSSA S.GIOVANNI e VILLA DELLA FOSSA fossero
cambiati in quello di VILLA SAN GIOVANNI.
Villa San
Giovanni continuava a dipendere civilmente da Fiumara, e ognuno
puo immaginare i disagi cui andavano incontro gli abitanti
ogni qual volta dovevano salire a Fiumara per certificati di
nascita, di morte, matrimoni e giudizi pubblici. Pertanto,
unitisi agli abitanti delle contrada Acciarello, Pezzo, Pia1e
Cannitello, fecero un supplica al Re di Napoli. perche
permettesse loro di eleggersi un sindaco separato da
Fiumara.
Listanza
ebbe parte favorevole dal Marchese di Fuscaldo Spinelli,
Visitatore Generale in Calabria, in data 21 agosto 1798. Venne
cosi eletto il primo sindaco che fu D.Giuseppe Greco.
Nel 1805 gli
abitanti di Villa S.Giovanni, Acciarello, Pezzo, Piale e
Cannitello, si staccarono anche economicamente da Fiumara.
FAMIGLIE
ILLUSTRE DI FIUMARA
Numerose sono le
famiglie, oltre ai Melissari e ai Ruffo, che hanno onorato
Fiumara. Alcune di esse emigrarono dopo il terremoto del 1783,
come i Greco e gli Adorno. Altre rimasero a Fiumara e occuparono
posti di responsabilità, come i Morgante,che furono spesso a
capo dellamministrazione civica
Tra le famiglie
che lasciarono Fiumara spicca quella dei Greco, che si stabili
a Villa San Giovanni. D.Giuseppe Greco, di professione
farmacista, fu il primo Sindaco di Villa S.Giovanni.
Ebbe due figli D.Pietro,
celebre chimico, e D.Raffaele anchegli farmacista.
Fu proprio D.Giuseppe
a ricostruire nel rione di Casal Bruciato lantica chiesetta
dei Barletta, che divenne poi sede della parrocchia fondata nel
1789. Il primo parroco fu un reggino, D.Damaso Pughiatti.
Altra famiglia
illustre fu quella degli Adorno, che si stabili a Campo
Calabro. Un Adorno fu il primo Podesta di Fiumara.
Altra notissima
famiglia quella dei Catalano rimasta a Fiumara dopo il terremoto.
Vincenzo Catalano
fu uomo politico dimportanza nazionale, deputato alla
Costituente concessa dal Re Ferdinando nel 1820.
UOMINI
ILLUSTRI DI FIUMARA
Sacerdote del XVI
secolo. Uomo di integerrimi costumi, particolarmente versato
nelle lettere latine, pittore e scultore. Rifulse soprattutto
nellarte della scultura microscopica.
Tommaso Aceti
Scrittore
reggino, coetaneo del Fava, riferisce che il Fava costruiva con
un legno speciale: il basso, frutti di ogni specie, cosi
naturali che ognuno si ingannava, credendoli veri e colti dallalbero.
Scrive lAceti che una volta fece un piccolo carro in legno,
della grossezza di un nocciolo, sopra cui stavano scolpiti in
rilievo uomini, donne, e distintamente si vedevano i buoi e il
bifolco che li guidava con le redine in mano.
Ne fece poi un
altro simile, tirato da una fila di pulci, fatti anchessi
di bosso.
Un lavoro piu
impegnativo fu quello della Passione di Gesu: la Cena, la
Cattura, la coronazione di spine, la crocifissione e la
resurrezione. Il tutto, dice Tommaso Aceti, poteva racchiudersi
nel guscio di una noce.
LAceti
registra altre opere, della stessa grandezza e precisione, e
aggiunge che furono presentate al Re Carlo V di Francia e a
Filippo Re di Spagna, che le ritennero miracoli darte. -
UN
GRANDE GIURECONSULTO
Fu vero luminare
di scienza e celebre giureconsulto.
Scrisse una
pregevole opera intitolata: MARE MAGNUM sulle leggi, che come e
noto erano intricate e confuse.
Vincenzo Catalano
Della illustre
famiglia Catalano. Uomo di legge, fu uno dei tre deputati inviati
da Reggio al Parlamento di Napoli, quando nel 1820 Re Ferdinando
concesse la Costituzione.
DUE
DEI MILLE di GARIBALDI
Michelangelo Calafiore
Rocca Morgante
Frate Leone da
Fiumara - Viene ricordato per le virtu nelle cronache
religiose dei Frati Minori Cappuccini.
LA VIA
POPILIA
E la via costruita dal
console P.Popilio,nel 131.a.C, che portava da Capua a
Reggio,lunga 321 miglia,che da Mallea (oggi)Milea),scendeva a
Fiumara e da qui a CaTONA E Reggio.
CATONA
Il primo nucleo
di case fu fondato dai fiumaresi sulla destra del fiume nel luogo
chiamato poi Cannameli. Qui potevano esercitare il vecchio
mestiere di pescatore e dedicarsi ai piccoli commerci lungo le
rive dello Stretto.
E quel
corno dAusonia che simborge
di Bari, di
Gaeta e di Catona,
da ove Tronto
e verde in mare sgorga.
Così parla lanima di Carlo Martello,morto forse a soli 24 anni nel1295.
Dante lo aveva conosciuto quando il
giovane Principe si era recato da Napoli
EBREI A
FIUMARA
Dal 1475 al 1494
trovarono rifugio a Fiumara famiglie ebraiche, provenienti dalla
Spagna, dalla Sicilia, dalla Francia e dalla Germania.
Le famiglie erano
protette dal governo aragonese.
OSPEDALI
A FIUMARA
Fiumara ebbe due
ospedali: LA CROCE e LA PIETRA GRANDE, che ebbero rendite
proprie, che erano amministrate dai sindaci.
LA PRIMA
STRADA ROTABILE
E la strada
provinciale costruita aI tempo dei nostri nonni, dopo lunificazione,
dal nuovo governo italiano, e fu allora chiamata dal popolo la
La strada nova .
IL NOSTRO
VECCHIO FIUME
Oggi si chiama
semplicemente TORRENTE CATONA. Ebbe piu nomi
nel passato.
Si chiamo
Materazzi, poi Malumenti (dal luogo dove
la sorgente), e piu recentemente Cenisio.
LA
VECCHIA FARMACIA
Si chiamava in
tempi passati Spezieria ed era di proprieta
LUFFICIO
POSTALE
Il titolare del
primo ufficio postale di Fiumara fu Felice Sferrone, figlio di
Giovannino Sferrone.
Lantica
denominazione fu abolita agli inizi dell800.
Agli inizi del
ventesimo secolo si affermo la famiglia dei Forgiane.
Francesco
Forgiane ebbe quattro figli:Francesco,Giuseppe,Luigi e Beniamino.
Il primo si laureò
in medicina,il secondo ed il terzo in farmacia,il quarto fu
Sindaco del paese.
Il dotto
Francesco Forgiane fu il primo medico che Fiumara ebbe dopo lunificazione
del Regno dItalia:
Il fratello
Giuseppe aprì la prima Farmacia nel paese,mentre laltro
laureato in farmacia si trasferì a Padova e lì esercitò
la professione.
Crea Domenico,Giuseppe Stracuzza entrarono in Roma dalla breccia di Porta Pia.
*****************
___________________
Cenni storici
tratti da una memoria storica di Giuseppe Idone,data in
concessione a Dionisio Crea,Giuseppe Stracuzza,Natale Caminiti.(Lettera
del 19.12.1995)
Giuseppe
Idone,figlio di Francesco e di Caterina Crea, nacque a Fiumara il
18 Luglio 1902 vive a Roma ed è padre di due figli:Francesco,medico
ospedaliero e Bianca ,laureata in Ecomonia e commercio
,funzionaria al Ministero delle Finanze.
___________
Trascritta sul
sito da:
Vincenzo
Caminiti
Medico
chirurgo,nato a Reggio Cal. il 26.8.1975
Residente in
Fiumara in Via Caserma 18.